Per brindare al mio 35° compleanno mio marito ha pensato bene di portarmi nelle Langhe!
Abbiamo trascorso un bellissimo week-end tra le colline sinuose ricoperte da vigneti rinomati soprattutto per il nebbiolo da cui si ottengono preziosi nettari, specialmente a Barolo e Barbaresco. Abbiamo scoperto anche altri vitigni a bacca bianca che ci hanno piacevolmente stupito: cortese, timorasso, e in particolare nascetta.
A Barbaresco abbiamo visitato la cantina di Cortese, famosa per la vigna cru chiamata Rabaja, apriremo tra qualche anno le bottiglie acquistate per goderne il risultato dell’affinamento. Abbiamo trovato molta disponibilità nonostante il periodo non turistico, interessante la sperimentazione del vino cortese affinato per ciascun terzo in anfore, in acciaio e legno. Segnaliamo l’Enoteca comunale: personale competente e location davvero suggestiva all’interno di una chiesa sconsacrata.

Barolo è una cittadina deliziosa, da visitare sicuramente il museo e l’originale enoteca interattiva adiacente che spiega la storia di ciascun vitigno in degustazione. Fortunati nel poter godere della degustazione di Barolo chinato in abbinamento al cioccolato presso l’enoteca regionale in cui tra l’altro abbiamo fatto preziosi acquisti. Eh, sì, perché qui vengono selezionati alla cieca i migliori 30 Barolo prodotti ogni anno e quindi non si trovano necessariamente i più costosi o le etichette famose, la selezione è oggettiva e non certo dettata dal marketing.
A La Morra il panorama è mozzafiato e anche qui l’Enoteca comunale è interessante.

Monforte d’Alba è un paese arroccato in cui si può passeggiare tra i suggestivi vicoletti. Quasi tutti i ristoranti erano chiusi a causa della bassa stagione, ma l’Osteria La Salita per fortuna no e ci è piaciuta molto.
Il Piemonte non è famoso soltanto per il buon vino, ma anche per le sue nocciole e il cioccolato. Non dimenticheremo mai il nostro soggiorno presso la Cioccolocanda di Silvio Bessone, presidente dell’associazione cioccolatai d’Italia, forse l’uomo più appassionato per il proprio lavoro che abbia mai conosciuto. Grazie al museo del cioccolato se ne può conoscere l’intera filiera: dalle piantagioni alla selezione delle fave (ve ne sono almeno 20 tipi differenti di diverse origini), dalla pasta di cacao al cioccolato in tutte le sue forme. Sorprendente la cena: tagliatelle al cacao, battuta di fassona con granella di fave leggermente scottata (una bontà!) e tortino al cioccolato preparato il pomeriggio durante la lezione di pasticceria. L’unica pecca è la location: immutata dagli anni ’70 e ormai decadente e démodé. Dov’è? A Vicoforte, a 200 metri a piedi dall’importante santuario basilica della Natività di Maria Santissima.

Abbiamo trascorso un week-end delizioso e decisamente godereccio, grazie amore mio!