Enotour in Toscana

Ciaone a tutti!

Due cari amici innamorati della Val d’Orcia, profondi conoscitori dei Colli Senesi ed estimatori dei vini naturali propongono di portarci un fine settimana in Toscana: possiamo dire di no!?

Passano a prenderci con un pulmino nero da nove posti dai vetri oscurati, mi sento subito catapultata nella trasmissione 4 Ristoranti di Borghese alla scoperta di chi sarà il vincitore, ahah!

Partenza all’alba, prima fermata a Soliera, ore 7:30: colazione con gnocco fritto e lambrusco rosé al Cavallino. Iniziamo bene!

Arriviamo in Val d’Orcia, la nebbia non si è ancora dipanata, ma appena i raggi di sole si fanno largo il panorama è meraviglioso: primo selfie di gruppo davanti al boschetto pittoresco sul crinale verde. Anziché autunno pare primavera.

Visitiamo la Cantina Poggio Grande in Val d’Orcia guidati da Luca Zamperini, divenuto produttore per sfida e passione, mai l’avrebbe detto! Innamorato del Syrah e di due vitigni bianchi francesi, roussanne e marsanne, decide di impiantarli nei suoi terreni rispettando e valorizzandone la conformazione. I risultati sono ottimi.

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Ci spostiamo a Montalcino, da Marino Colleoni produttore di Brunello biologico e biodinamico, raccoglitore d’uve come ama definirsi. Questo personaggio vero, appassionato, estremamente rispettoso della natura mi ha rapito fin dal primo istante. La sua sincera devozione nei confronti del grappolo e dell’ecosistema colpisce nel profondo. Siamo di fronte ad un filosofo della vinificazione. Il vino si degusta direttamente dalle botti perché le bottiglie vendibili sono esaurite. Il vino più giovane non ha ancora due mesi, ma è già sorprendentemente equilibrato e beverino, sembra un vero e proprio miracolo della natura.

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La sera ceniamo presso l’Agriturismo Palazzetti: piatti ottimi, dalle bruschette al paté di milza ai malfatti, dall’arrosto al finocchietto all’anatra arrosto. Menzione speciale per le tagliatelle fatte in casa al ragout bianco e per i fegatini che però non ho osato assaggiare.

Soggiorniamo a Pàcina presso l’omonima azienda agricola, ospiti di Giovanna e Stefano, coppia estremamente disponibile ed accogliente. Abbiamo un casolare di campagna circondato da vigneti tutto per noi. L’arredamento è essenziale, spartano, rurale ed accogliente come la casa della nonna, e l’atmosfera silenziosa e riservata è magica. Vi sono camini (ancora spenti) ovunque, sala da biliardo, piscina, area relax; colazione con formaggio della zona, marmellata di fichi, e pane fresco. Il distacco dalla routine quotidiana è assicurato.

 

L’indomani i padroni di casa ci accompagnano tra i loro vigneti in quest’area vocata fin dai tempi degli etruschi. Qui non si produce solo vino naturale di ottima qualità grazie al particolare microclima, ma anche olio e legumi. I vini ci vengono serviti direttamente dalle botti all’interno della cantina storica scavata nella pietra tufacea a vari livelli in profondità. Visitiamo la camera di appassimento per il vin santo e ce ne spiegano il valore culturale tramandato da secoli: la madre del vin santo infatti era addirittura inserita come asset nella compravendita dell’immobile.

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Concludiamo la gita enogastronomica presso la Futura Osteria di Abbadia Isola. Ristorante dal menù tradizionale rivisitato, con ingredienti di qualità, pane ottimo. Non dimenticheremo i mini tortellini serviti asciutti con crema al formaggio. Il servizio è perfetto e il locale ben curato.

Questo intenso e ricco week-end lungo la via francigena, strada di pellegrinaggi, è volato, ma sicuramente vi ritorneremo.

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Un doveroso ringraziamento va ad Alessio e Sara che potrebbero tranquillamente aprire un Enotour Club!

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